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LA REDAZIONE
DI MISSIONE SALUTE
 
 
CALEIDOSCOPIO SANITARIO
a cura di Giovanni Meneghello
ABITARE SECONDO NATURA

Anche comprando un mobile si può salvare un albero. Perciò, al momento dell’acquisto, facciamo una scelta verde, compriamo un “mobile ecologico”.
Il mobile ecologico
  La prima caratteristica di un mobile ecologico è di essere costruito con materie prime non inquinanti, come ad esempio i collanti ureici usati nei truciolati e semilavorati. Il mobile quindi dovrebbe essere di legno massiccio (non trattato chimicamente). In alternativa, si può scegliere il tamburato o il multistrato, a condizione però che sia incollato con resine naturali. 
Le varie parti devono essere tenute insieme da pochi punti incollati, o preferibilmente da incastri e da viti. Il legno può essere impermeabilizzato nel caso dei mobili della cucina, del bagno o dei pavimenti, con impregnanti naturali a base di resine vegetali. 
Inoltre, la finitura va realizzata con cera d’api, oli e solventi vegetali per evitare cessioni di elementi tossici come xilolo e toluolo presenti nelle vernici tradizionali
Salviamo le foreste
Ma un mobile ecologico deve rispettare anche l’ambiente. Oggi si fa ancora largo uso di legname esotico ricavato dalle foreste tropicali, dove si pratica un taglio indiscriminato degli alberi. Si dovrebbe invece privilegiare il legno nazionale proveniente da coltivazioni controllate, come il faggio, la robinia, l’ontano, o comunque da foreste europee e nordamericane, dove un’accorta politica di forestazione e il taglio programmato permettono di utilizzare il legno come risorsa rinnovabile senza depauperare le foreste.
L’ecologia diventa un marchio 
Costruire un mobile senza tagliare un albero? Le aziende del Consorzio Pannello Ecologico mostrano che è possibile. Il loro prodotto è un pannello realizzato al 100 per cento con legno riciclato, utilizzando solo materiali ecocompatibili
Queste aziende lavorano ogni anno 1,3 milioni di tonnellate di legno di recupero, attraverso un processo produttivo di qualità certificata. La maggior parte della materia prima viene raccolta in Italia, grazie al coinvolgimento di oltre 800 comuni che partecipano al riciclaggio.
Il Pannello Ecologico, utilizzabile anche per rivestimenti, pareti, allestimenti ignifughi, è un prodotto di assoluta qualità. Non solo non richiede l’abbattimento di alberi, ma è dotato di solidità e compattezza, oltre ad essere indeformabile e resistente nel tempo.
 
SPORT E SALUTE
IL NUOTO
  
Fa bene a tutti e a tutte le età, aumenta le capacità di coordinamento e respirazione e favorisce uno sviluppo armonico ed equilibrato del corpo. 
Il nuoto è l’unico sport che si pratica mantenendo una posizione orizzontale e impedendo alle vertebre, per effetto della forza di gravità, di  schiacciarsi l’una 
  sull’altra; anzi, favorendo il distacco di esse come per l’azione di un tirante, che nella fattispecie è costituito dalla bracciata (ottima soluzione per prevenire scoliosi, cifosi, lordosi). 
Tante buone ragioni…
Da adulti, il nuoto è indicato per chi vuole mantenersi in forma o migliorare il tono muscolare. In palestra si conseguono dei risultati velocemente, ma si perdono altrettanto in fretta, mentre il nuoto favorisce il rassodamento dei tessuti in tempi più lunghi, ma con effetti più duraturi.
Anche i bambini vengono iniziati fin dall’età neonatale ad ambientarsi nell’acqua, apprendendo le prime tecniche. Frequentare la piscina favorisce uno sviluppo adeguato della psicomotricità, cioè la capacità di coordinare psiche (comandi cerebrali) e apparato locomotore (muscolatura, ossa e articolazioni).
È frequente il caso di bambini con scarse capacità di coordinazione nei movimenti: uno o più esercizi che richiedano la partecipazione attiva di tutti gli arti, eseguiti metodicamente e con l’aiuto di un istruttore, porteranno sicuramente a dei miglioramenti. 
Anche nel caso di recuperi funzionali post-traumatici e post-operatori (gesso, busto, operazioni chirurgiche agli arti), non c’è niente di meglio del morbido massaggio che l’acqua esercita sul corpo. 
Sport sempre più rosa
Il nuoto riscuote grande popolarità in campo femminile. Popolarità che, negli ultimi anni, è aumentata grazie alla fortunata accoppiata tra acqua e ginnastica. L’Acquagym è una pratica in forte espansione: in acqua non esiste gravità, non si esercitano carichi diretti sulle articolazioni, non ci sono tensioni… Divertente per i piccoli, piacevole per gli adulti, efficace per la salute di tutti. Cos’altro si può chiedere a uno sport?
 
ALIMENTAZIONE E SALUTE
VENIAMO AL SUCCO
Viene dalle regioni tropicali, ma si coltiva anche nel nostro meridione. Il pompelmo è un agrume dalla buccia gialla o leggermente rosata. Ne esistono tre varietà: la bianca, particolarmente adatta per i succhi; la rosa, molto dolce, e la rossa. 
  La pianta ha foglie lucide di colore verde intenso, fiori bianchissimi e profumati, isolati o a grappoli. I frutti hanno un diametro variabile tra i 10 e i 20 centimetri e pesano da 200 a 450 grammi. 
Carta d’identità 
È nato nel 1700, nelle Indie occidentali, dal matrimonio tra il Pummelo - agrume acidulo e poco succoso - e l’Arancio dolce. Inizialmente il Pompelmo fu una pianta ornamentale per via dei suoi fiori. Il nome deriva dalla parola olandese “pompoen” che significa grosso e dalla parola giavanese “limoes” che significa limone. Nel 1823 il pompelmo fu esportato per la prima volta in Florida (USA), dove cominciò a essere coltivato. In Italia ci è arrivato proprio dagli Stati Uniti che oggi sono - con Israele, Argentina, Cuba, Cipro, Messico e Costa Rica - i principali produttori. Le coltivazioni nostrane si limitano a piccole zone della Sicilia e della Calabria.
Pompelmo e salute
È dissetante, ricco di acidi organici, potassio, calcio e magnesio, e di vitamina C (40 mg per 100 g.). Ha effetto purificante e disintossicante e un basso contenuto calorico, per cui va bene anche per chi è a dieta. Importanti principi attivi sono contenuti anche nella buccia: il pinene, il limonene, il linalolo, il citrale. A queste sostanze si riconosce generalmente un’azione antidepressiva e favorevole alla circolazione. Gli stessi principi sciolti in olio possono essere utilizzati negli oli da massaggio, nei gel doccia e nei prodotti per il bagno. 
Le sostanze contenute nella buccia del pompelmo hanno inoltre un’azione antisettica generale. L’olio di buccia di pompelmo sta acquisendo un ruolo sempre più importante nell’aromaterapia.
 
NOTIZIE
UNA SPERANZA PER LA CELIACHIA
Eliminare dalla dieta pasta, pane e biscotti? Forse non sarà più necessario per chi soffre di intolleranza alimentare al glutine (35 mila italiani, ma forse il dato è sottostimato). La speranza arriva dagli Stati Uniti.
Ricercatori dell’Università di Stanford hanno infatti individuato in un piccolo peptide il responsabile dell’infiammazione caratteristica della celiachia.
   Quindi hanno messo a punto una terapia basata su un enzima batterico, da integrare alla dieta, in grado di distruggere il peptide. 
Per giungere a questo risultato i ricercatori statunitensi hanno isolato i composti proteici del glutine del grano per valutare la loro reattività con le cellule immunitarie in soggetti intolleranti. In questo modo hanno identificato un peptide di 33 aminoacidi, della famiglia delle gliadine. Hanno verificato la resistenza di questo peptide, che non viene distrutto né dall’acidità gastrica né dagli enzimi digestivi dell’uomo. Quindi hanno fatto interagire il peptide con l’enzima prolilendopeptidase, osservando che questo era in grado di distruggere la molecola. 
Sono quattro le forme cliniche della celiachia: una forma tipica, caratterizzata da diarrea e arresto della crescita (dopo lo svezzamento); una forma atipica, che compare tardivamente con una sintomatologia prevalentemente extra-intestinale; una forma silente e una forma potenziale. 
 




LA DIETA NON BASTA
Se non si eliminano i chili di troppo l’esercizio fisico è inutile: da solo non ha alcun effetto benefico per la nostra salute. Ne sono convinti i ricercatori dell’Istituto di Nutrizione ed Epidemiologia dell’università della Carolina del Nord dopo aver seguito per circa trent’anni oltre 5.300 uomini e donne. 
I volontari, che all’inizio dell’indagine avevano circa 45 anni, sono stati divisi in quattro categorie in base alla quantità di attività fisica praticata e alle loro masse corporee: “sportivi grassi” e “non sportivi grassi”, “sportivi magri” e “non sportivi magri”. Ovviamente i “non sportivi grassi” sono andati incontro al maggiore rischio di morte (il 57 per cento negli uomini e il 49 per cento nelle donne). 
A sorprendere i ricercatori sono stati però i risultati delle altre categorie: rispetto ad una persona snella e attiva il rischio di morte aumenta nelle donne “sportive grasse” del 32 per cento e nelle “non sportive magre” del 30 per cento. Nei maschi “sportivi grassi” l’aspettativa di vita era ridotta del 25 per cento e addirittura del 44 per cento nei “non sportivi magri”. 
Per godere della migliore speranza di vita, fare sport non basta e non basta essere magri: servono entrambe le condizioni.


E LE VERRUCHE SE NE VANNO…
Basta applicare sulle verruche un comune nastro adesivo per eliminarle. A scoprire le insospettate proprietà terapeutiche dello scotch è uno studio made in Usa, pubblicato sugli Archives of Pediatric and Adolescent Medicine. Il “trattamento adesivo” avrebbe addirittura un’efficacia maggiore della crioterapia. Questo metodo è oggi il più utilizzato, nonostante abbia una serie di controindicazioni: è doloroso ed è una possibile fonte di irritazioni e infezioni. 
I ricercatori hanno coinvolto 50 giovani e bambini con verruche su dita, mani e piedi. Metà di loro sono stati trattati con crioterapia, agli altri invece è stato messo sulla verruca un piccolo pezzo di nastro adesivo. Dopo 6 giorni, la lesione è stata levigata con pietra pomice, lasciata scoperta per 12 ore e quindi nuovamente coperta con il nastro. A distanza di 2 mesi nel gruppo curato con il freddo è scomparso il 60 per cento delle verruche, nell’altro ben l’85 per cento. Secondo gli esperti statunitensi, l’adesivo irrita le verruche provocando una reazione immunitaria che finisce col distruggerle.
       
ASMATICI, ATTENTI ALLE MUFFE
I veri nemici degli asmatici non sono i pollini o il pelo degli animali, ma le muffe presenti nell’aria. A mettere sul banco degli imputati le microscopiche spore è uno studio francese pubblicato sul British Medical Journal. 
La ricerca ha coinvolto più di mille asmatici, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, provenienti da tutto il mondo e ha riscontrato una eccezionale sensibilizzazione dei pazienti alle muffe che colonizzano gli ambienti chiusi: un fenomeno finora sottostimato. In particolare è emerso che gli individui soggetti a gravi attacchi di asma sono ipersensibili a due muffe, l’Alternaria alternata e il Cladosporium herbarum, e poco reattivi a sostanze allergeniche quali i pollini e il pelo degli animali. Gli scienziati d’oltralpe raccomandano agli asmatici gravi di arieggiare spesso i locali in cui vivono o lavorano e di eliminare l’umidità.
       
MANI PULITE
I saponi sono tutti uguali nel contrastare la diffusione di germi. Uno studio della Columbia University di New York ha testato l’efficacia dei saponi tradizionali e dei saponi antibatterici su oltre 222 casalinghe, inducendole a lavarsi spesso le mani. 
I risultati hanno dimostrato che i prodotti specifici non offrono una protezione supplementare contro batteri e virus. A distanza di un anno infatti, il numero di microbi sulle mani delle volontarie era stato ridotto da circa 800 mila a circa 100 mila, indipendentemente dal tipo di detergente impiegato. “L’importante dunque”, hanno concluso i relatori, “è lavarsi”.
Negli ospedali, però, gli operatori devono usare anche l’alcol: in questi ambienti, infatti, la minaccia è particolarmente grave. Normalmente la mano di un infermiere o di un medico ospita fino a 10 milioni di batteri. “L’alcol non si deve sostituire all’acqua e sapone”, hanno precisato gli esperti, “è solo una misura igienica in più”. Queste indicazioni sono state adottate dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, che hanno diffuso le nuove linee guida in materia di igiene sanitaria.






PAROLE, PAROLE, PAROLE…
Chiacchierate gente, chiacchierate! Serve per mantenere il cervello attivo. È questo il suggerimento che arriva dai ricercatori dell’Università del Michigan (Usa) che hanno condotto uno studio su più di 3 mila adulti tra i 24 e i 96 anni. Ai volontari è stato chiesto quanto tempo passavano al telefono o a conversare con amici e parenti. Quindi i soggetti sono stati sottoposti a una serie di test per valutare memoria e abilità cognitive. Confrontando i dati raccolti, gli studiosi hanno constatato che, indipendentemente dall’età, chi chiacchierava di più aveva totalizzato i punteggi migliori. Una buona conversazione esercita la mente proprio come leggere e fare le parole crociate - concludono gli esperti americani - due attività da sempre raccomandate agli anziani per mantenere in forma la mente.


BAMBINI E INQUINAMENTO AMBIENTALE
In occasione del World Summit Sullo Sviluppo Sostenibile, l’OMS ha fatto sapere che il miglioramento della qualità della vita dell’infanzia è una delle priorità di questo decennio.
Un terzo dei 13 mila decessi che si verificano ogni giorno nel mondo tra i bambini, è imputabile ai rischi legati all’ambiente in cui vivono, in particolare nei Paesi poveri e in quelli in via di sviluppo. Le due principali cause di morte sono le malattie infettive causate dall’uso di acqua non potabile e dalla mancanza di igiene, e le infezioni respiratorie acute imputabili all’elevato inquinamento ambientale.







INSULINA SENZ’AGO
Ago addio. È l’augurio che si fanno milioni di diabetici, che forse potranno evitare le tante iniezioni quotidiane: la pillola che rilascia insulina ha superato i test sugli animali e i primi test sull’uomo. La pastiglia sviluppata all’Istituto Topichev per la Sintesi Petrolchimica di Mosca ha superato la prima fase sperimentale: quella destinata a verificare se ci sono effetti collaterali. La seconda fase, per verificare l’effettiva funzionalità del farmaco, è in già corso e i risultati sembrano per ora ampiamente positivi. 
Gli effetti della pillola sull’organismo del diabetico sono esattamente gli stessi delle iniezioni tradizionali. Il farmaco va preso quattro volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti. Sono anni che in tutto il mondo si cerca di sviluppare una pillola alternativa alle siringhe. Il problema finora era legato al fatto che l’insulina, come ogni polipeptide, viene distrutta dagli enzimi dello stomaco e dell’intestino tenue. I chimici moscoviti avrebbero trovato la soluzione, introducendo nella pillola una proteina (“ovomucoide”) che permette all’insulina di superare la barriera degli enzimi.




MEMORIA CORTA 

Fino a sei mesi i neonati conservano la memoria di un evento solo per 24 ore. I ricordi duraturi arrivano dopo il primo compleanno. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’Università di Cambridge (Massachusetts), secondo i quali la capacità di memoria migliora con la crescita: i bambini di sei mesi possono ricordare un fatto solo per 24 ore, mentre il ricordo dura 30 giorni all’età di nove mesi. A tredici mesi i piccini possono risalire a eventi accaduti 5 mesi prima, mentre a 24/28 mesi arrivano a ricordare fatti accadutigli a 17 mesi. I nostri risultati - hanno spiegato gli autori - dimostrano che mentre il lobo frontale (la regione cerebrale associata allo stockaggio e al richiamo della memoria) inizia a maturare alla fine del primo anno di età, il suo sviluppo non è completo prima della fine del secondo anno.


PIPÌ A LETTO: BASTA UN DISEGNO
Secondo uno studio inglese, grazie a un semplice disegno è possibile diagnosticare se l’enuresi nei bambini già “grandicelli” è provocata da una maturazione più lenta del sistema neurologico connesso con il controllo della vescica urinaria, ed escludere così altre cause. 
I pediatri del Leeds General Infirmary hanno esaminato un campione di bambini di età compresa fra i 7 e i 13 anni senza apparenti problemi neurologici e cognitivi ma che “bagnavano il letto” almeno quattro volte a settimana. I piccoli sono stati sottoposti al test di Rey-Osterrieth in grado di misurare le capacità organizzative e senso-motorie. La prova consiste nel fare un disegno ricopiando una figura. 
È risultato che i ragazzini con ancora qualche “problema” notturno facevano almeno tre errori nel test. Ciò porta a diagnosticare un leggero rallentamento nel loro sviluppo neurologico, mentre consente di escludere anomalie fisiche o funzionali senza bisogno di esami invasivi, difficili da tollerare per un bambino.






CIUCCIO
Cari bambini, basta ciucciare. E il consiglio vale anche per i piccoli che al ciuccio preferiscono il pollice. Secondo i ricercatori statunitensi dell’università dell’Iowa, ciucciare dopo i 24 mesi deforma in maniera permanente l’arco dentale del bambino. 
  L’indagine ha seguito 372 piccoli, dalla nascita fino all’età di 5 anni.
L’osservazione ha considerato sia il succhiamento cosiddetto “nutritivo” (l’allattamento), sia quello che dà al bambino una forma di conforto, quale appunto il succhiamento del pollice o del ciuccio. I risultati hanno mostrato problemi gravi di malocclusione nei bimbi che hanno succhiato il ditone o il ciuccio per più di 2 anni. Nella masticazione normalmente i denti superiori sporgono rispetto a quelli inferiori. In chi succhiava il pollice è stato invece riscontrato un eccessivo slittamento in avanti della mandibola superiore, mentre in chi succhiava il ciuccio era evidente un allargamento della parte inferiore della bocca, provocata dalla spinta della lingua. 
Queste osservazioni fanno riconsiderare quanto finora si credeva: e cioè che succhiare il pollice non sia pericoloso e provochi danni solo temporanei.
     
               




AI PARASSITI PIACE MASCHIO

Gli uomini, come i maschi di molte specie, muoiono prima delle loro compagne perché sono più esposti alle malattie da parassiti. È ciò che risulta da uno studio dell’Università scozzese di Stirling, pubblicato su Science. I ricercatori hanno elaborato i dati relativi a taglia, durata media della vita e incidenza di infezioni parassitarie di 350 specie di mammiferi, compresa quella umana. Risultato: in tutti i maschi la minore longevità si associa a una maggiore predisposizione alle patologie da parassiti. 
Secondo gli studiosi, sarebbe proprio una diversa immunocompetenza (specializzazione funzionale delle cellule e degli organi che producono anticorpi) la responsabile della precoce mortalità maschile. Lo studio rappresenta un passo avanti per “decifrare” le cause della fragilità maschile. Da anni si sapeva che a giocare un ruolo protettivo di primo piano sono gli ormoni: gli estrogeni rinforzano il sistema immunitario mentre il testosterone lo inibisce. Più recenti esperimenti sui topi di laboratorio avevano inoltre mostrato che i maschi castrati vivono circa tre anni in più dei maschi fertili.


FIOCCHI D’AVENA PER IL CUORE  
Studiosi della Tufts University, negli Stati Uniti, hanno scoperto che certi composti dal nome difficile, gliavenantrhamidi, presenti nell’avena, fanno bene al cuore. Si oppongono infatti alla formazione di placche ateriosclerotiche sulle pareti delle arterie e migliorano la circolazione. Non solo, aiutano il rilassamento delle pareti delle arterie contribuendo a mantenerle elastiche.
 
ELISIR DI LUNGA VITA (
Un articolo comparso sulla prestigiosa rivista scientifica Jama puntualizza per la prima volta quali sono le vitamine più importanti per vivere bene e a lungo. Si tratta dell’acido folico, che insieme alle vitamine B6 e B12, può proteggere colon e seno dal cancro; della vitamina D che mantiene le ossa forti; e delle vitamine A (in uova), C (in agrumi e broccoli) ed E (frutta secca, oli di semi e di oliva), che difendono da molti disturbi cronici (come l’arteriosclerosi).







 ANNO XVI n. 2  MAR-APR

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Cosa dovrebbero insegnare i preti.
di A. Pronzato
Il Salto generazionale
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di D. Fantin
Un traguardo possibile
di R. Vegetti
Lo sguardo dell'amore
di A. Galli
Roma nel terzo millennio
di A. Sassone
Filosofo e insegnante
di F. Mola
Musica e colori 
di C. Sabatini
Sentinelle marziali
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di N. Benazzi
L'uomo della pace
di M. Bizzotto

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Basta con il torcicollo
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Il male oscuro
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Perché 
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di M.G. Lo Monaco
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Verruche?
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Il Pianeta sanità visto da:
Bruno Laganà

di  P. Piersanti
e V. Markaki
Caleidoscopio Sanitario
di G. Meneghello

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